La Via (Cristianesimo)

All’inizio i seguaci di Cristo non venivano chiamati Cristiani.

Fino a prima dell’episodio di Antiochia, i seguaci di Gesù si chiamavano, tra loro, «i discepoli» (At. 6,2), «i fratelli» (11,1), «i credenti» (2,44), «i santi» (9,32), «i salvati» (2,47). Neppure i giudei avrebbero mai dato questo nome ai discepoli di Gesù: Cristo è la traduzione greca dell’ebraico Messia, quindi i cristiani sarebbero stati i «seguaci del Messia», un nome che i giudei avrebbero potuto riservare a sé stessi, a patto di avere riconosciuto un Messia da seguire; infatti loro usavano i termini «i Galilei» (2,7) o «i Nazareni» (24,5). Quindi, l’origine del nome deve essere pagana. Difatti la forma si direbbe latina: i Pompeiani, i Sullani, e simili. Certa è l’invenzione da parte degli abitanti pagani di Antiochia di Siria; molto probabilmente con l’intenzione di scherno, se si vuole accentuare il fatto dell’imperatore Flavio Claudio Giuliano, il quale dice (Nisopog., pg. 344) che gli antiocheni erano satirici, mordaci, e famosi per inventare dei nomignoli e dar la baia a chi prendevano di mira..

Del termine “cristiani” sappiamo che secondo la tradizione (riportata in Atti 11:26) venne per la prima volta utilizzato ad Antiochia.

At 11:16 <<ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani.>>

Da tale passo tuttavia si evince che non fu un’auto-denominazione, in quanto l’espressione è “furono chiamati” cristiani, e non “si chiamarono” cristiani. Allo stesso modo a Roma <<vulgus Christianos appellabat>> (Tacito, Annales, 15,44).

I termini temporali della nascita di tale appellativo non sono precisi, la data “ante quem” è quella della composizione di Atti (80-90 CE ca.), mentre la collocazione nel testo da parte dell’autore di Atti indurrebbe a pensare ad una data intorno alla metà del I secolo. Se consideriamo allo stesso modo le testimonianze di Tacito e Svetonio, assumendo cioè che non abbiano retro-proiettato un appellativo corrente indietro all’epoca dei fatti, saremmo di nuovo negli anni 60 CE.

Se invece vogliamo soffermarci sull’utilizzo di “cristiani” quale titolo identitario, è più interessante il passo di 1 Pt 4:16

<< Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; glorifichi anzi Dio per questo nome.>>

Qui siamo alla fine del I secolo, e l’appellativo sembra essere stato accettato ed utilizzato dai cristiani (perlomeno dalle comunità non palestinesi), quindi è legittimo ipotizzare che fosse in giro già da qualche decennio.

Riguardo al termine “cristiani” in sé, che è di origine greca e la cui radice è chiaramente “Cristo”, è interessante notare come il suffisso “-iani” sia invece di origine latina ed indica proprio l’appartenenza di qualcuno o qualcosa alla persona o alla cosa a cui è aggiunto il suffisso.

Si veda a questo proposito E. Bickerman:

<<all these Greek terms, formed with the Latin suffix -ianus, exactly as the Latin words of the same derivation, express the idea that the men or things referred to, belong to the person to whose name the suffix is added. >> (Bickerman, Elias J. “Studies in Jewish and Christian history”, Vol.1 1986 – pag. 147)

<<in Latin this suffix produced proper names of the type Marcianus and, on the other hand, derivatives from the name of a person, which referred to his belongings, like fundus Narcissianus, or, by extension, to his adherents, Ciceroniani.>> (pag 145)

Chissà, forse potrebbe esistere un’origine romana alla base di tale termine? In fondo, si pensa che il passo di Tacito negli Annales: <<vulgus Christianos appellabat>>, riportasse originariamente “chrestianos” (Hard Rain docet).

I romani probabilmente non consideravano “Cristo” come la traduzione greca di “unto”, ma piuttosto pensavano che fosse il nome proprio di Gesù (che infatti chiamavano “Chresto”, vedi Svetonio, quindi in teoria si avrebbe un “chrest-ianos” di origine interamente romana.

Sarebbe interessante capire se tale cosa potesse succedere ad Antiochia, considerando una presenza romana.

Certo, sembra che tale appellativo non suonasse propriamente lusinghiero – almeno stando a quello che scrive Tacito.

Neanche la Religione Cristiana si chiamava così, ma bensì la  Via:

(At 9,2: e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.

At 19,9 (qui potrebbe significare sia la comunità che la dottrina): Ma siccome alcuni si ostinavano e rifiutavano di credere dicendo male della nuova Via davanti alla folla, egli, ritiratosi da loro, separò i discepoli e insegnava ogni giorno nella scuola di Tiranno.

At 19,23: In quel periodo vi fu un gran tumulto a proposito della nuova Via.

Vedi At 24,22: Allora Felice, che era assai bene informato su questa Via, li rinviò, dicendo: «Quando sarà giunto il tribuno Lisia, esaminerò il caso vostro»).

La Scrittura quando parla di religione ne parla come di qualcosa non buona, poiché solitamente le religioni sono solo apparenza, come disse Gesù: ” siete come sepolcri imbiancati, fuori siete bianchi ma dentro puzzate di morte”.

Gesù non insegnò una nuova religione fatta di dogmi, riti, tradizioni, ma insegnò un modo di essere e di vivere conforme al piano di Dio.

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