Innestati in Cristo

Predicazione 7 dicembre 2014

Nella scrittura ci viene detto che siamo tralci e che per portare buoni frutti dobbiamo essere attaccati alla vite, cioè a Cristo. Dobbiamo fare le cose che Dio ci comanda, altrimenti non arriveremo a portare frutti. (Giovanni 15:5)
Il Signore dice che siamo innestati nell’ulivo selvatico e siamo diventati un ulivo domestico. (Rom 11:23-24). Per usare una metafora agricola facciamo l’esempio del melo. Se innestato, un melo selvatico, diventa melo domestico e produce frutto buono.mSe prima il suo frutto era aspro, brutto, da quel momento in poi l’albero darà frutti buoni e deliziosi.

Se nella tua vita ci sono ancora frutti cattivi vuol dire che l’innesto non ha funzionato o meglio che c’è stato ma non è andato a buon fine. Anche noi eravamo selvatici, senza Dio, e facevamo cattivi frutti. Ma è arrivato il Signore e ci ha innestato e ora dobbiamo fare frutti buoni, frutti di Cristo.

Ogni albero non piantato da Dio sarà sradicato (Giovanni 15:8) e un albero buono fa frutti buoni (Mat 7:17-19). Se non produciamo frutti la Scrittura dice che il contadino, Gesù, fino all’ultimo tenterà di riprendere l’albero, rinnestandolo. Ma se continuerà a essere sterile, quell’albero rimarrà selvatico, verrà tagliato e buttato nel fuoco.
Chi è nato di nuovo non può avere frutti vecchi, non può continuare ad essere un albero selvatico o il suo destino è il fuoco. 

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