Romani 8:29-30

“Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati”. Romani 8:29-30

Ogni tanto qualcuno che difende le teorie di Calvino mi sfida: “Ehi, che mi dici a proposito di Romani 8:29-30?” Il calvinista che estrae un versetto a difesa o giustificazione del calvinismo è colto nella stessa trappola di chi utilizza altri versi per difendere il Calvinismo. La trappola è che non mettono i versetti nel contesto del passaggio da cui sono tratti, e ancor meno nell’interezza della Scrittura. Si focalizzano solamente su una parola e gridano: “Vedi? Vedi? Spiega questo!”. È sempre pericoloso creare una dottrina da un singolo verso estrapolato dal contesto e dall’intera scrittura.

Per esempio, se qualcuno cita Romani 8:29-30, dovrebbe partire col verso 28:

“Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento”. Romani 8:28

Sappiamo dall’interezza delle Scritture che la chiamata è stata fatta per tutto il mondo. Sappiamo inoltre che Cristo è morto per tutti. I chiamati sono coloro che rispondono, per loro libera scelta, che accettando di sottomettersi e amare Dio. Ognuno ha ricevuto un invito, ma non tutti hanno accettato o hanno agito sulla base di questo invito.

Cristo ci insegna chiaramente chi sono i chiamati. Leggete la Parabola del banchetto nuziale in Matteo 22:2-14 e La parabola del Grande banchetto in Luca 14:15-24

Paolo dimostra che Dio ci chiama ma noi dobbiamo essere degni. Degni in che modo? Accettando la chiamata per fede. Quando accettiamo la chiamata abbiamo la grazia che ci rende degni. Notate che Paolo ci dice che è la nostra fede che ci incida, o ci mette in modo, Dio ci dà il potere di adempiere il pieno il nostro scopo (in altre parole la fede è una condizione):

Ed è a quel fine che preghiamo anche del continuo per voi affinché l’Iddio nostro vi reputi degni di una tal vocazione e compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l’opera della vostra fede“. 2 Tessalonicesi 1:11

Se fossimo predestinati ad accettare la chiamata di Dio, con nessuna scelta nell’accettare questa chiamata, allora la preoccupazione sul farsi trovare degni non dovrebbe essere MAI una preoccupazione.

Adesso torniamo a Romani 8:29-30, al verso 29 “Perché quelli che Egli ha preconosciuti”…Due cose: Primo, la parola “perché” è riferita al verso 28. Secondo, i calvinisti si attaccano alla parola preconosciuti. Preconosciuto non significa pre-amati, almeno non nel modo in cui i calvinisti lo intendono. Dopo tutto sappiamo che Dio ama tutta la Sua creazione e tutte le persone che ha creato. Da questo passaggio, o in qualunque passaggio, Paolo non sta dicendo che qualcuno è eletto per essere perduto, ma sta sottolineando in questo passaggio che i chiamati sono quelli che accettano l’invito, e coloro che accettano questo invito sono salvati a causa del piano della salvezza che Dio aveva predestinato. La predestinazione è basata sulla preconoscenza di Dio e del Suo piano basato su quella preconoscenza. Il suo oggetto, la predestinazione, non è la salvezza, ma la conformità all’immagine di Cristo per coloro che credono liberamente.

Quelli che Dio ha predestinato significa che Lui ha predestinato alla Gloria quelli che lo accetteranno.

Chi ha predestinato…. Si riferisce ai gentili, i quali ha determinato alla chiamata alla Sua chiesa con gli Ebrei. Egli li ha chiamati, li ha invitati con la preghiera del Vangelo, a credere al suo Figlio Gesù Cristo.

Romani 8:29-30 ci insegna quale sia la promessa se crediamo e accettiamo il suo invito, come fanno molti altri versi nelle Scritture. Mai l’elezione o la predestinazione si riferisce alla salvezza, ma sempre e soltanto a particolari benefici nell’essere come Cristo.

Dovrebbe essere chiaro dall’inizio che la Teologia Riformata ha volutamente distorto parole come predestinazione, chiamata, eletti e altre parole per i suoi scopi.

Dovrebbe esser chiaro che la parola predestinato o qualsiasi altra forma della parola non corrisponde al significato che Dio ha predeterminato chi avrebbe avuto la vita eterna con Lui o chi avrebbe sofferto l’eterna dannazione solo perché ha il potere di deciderlo. La predestinazione si riferisce chiaramente al Piano di Dio per la salvezza di coloro che liberamente accettano i doni di Dio.

Se volete citare Paolo nella lettera ai Romani, provate con:

“..perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato. Poiché non v’è distinzione fra Giudeo e Greco; perché lo stesso Signore è Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano; poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato”. Romani 10:9–13

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