La stagione natalizia

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(Ciò che ogni cristiano dovrebbe sapere su San Nicolao, gli alberi di natale e vario altro folklore natalizio…)

Ezechiele 44:23–“Insegneranno al mio popolo a distinguere fra il sacro e il profano, e gli faranno conoscere la differenza tra ciò che è impuro e ciò che è puro”.

Gal 4:8-11 “Quando non conoscevate Dio, eravate schiavi di dèi che in realtà sono soltanto degli idoli. Ma ora avete conosciuto Dio; anzi è Dio che vi conosce. Perché dunque volete ritornare a sottomettervi a forze che non possono salvarci? Volete essere di nuovo i loro schiavi? Voi osservate scrupolosamente giorni speciali, mesi, stagioni, anni! Sono molto preoccupato per voi! Temo di essermi affaticato invano per voi!” (TILC).

L’ANNO PAGANO. L’anno pagano di solito seguiva il ciclo delle stagioni, e per ciascuna di queste aveva una speciale celebrazione: l’equinozio d’autunno, solstizio d’inverno, l’equinozio di primavera, e il solstizio d’estate.

1) L’equinozio d’autunno. E’ il giorno (o il periodo di giorni) d’Autunno quando il giorno e la notte sono approssimativamente della stessa lunghezza. E’ il tempo in cui si celebra il raccolto, ma l’accento principale è posto sul morire della natura e sulla morte.

2) Il solstizio d’inverno. E’ il giorno (o il periodo di giorni) in cui il giorno è più breve e più lunga la notte. Era generalmente il giorno in cui ci si ubriacava, si faceva baldoria ed orge. I pagani dell’antica Roma chiamavano questa festa I SATURNALI, in onore del dio Saturno, e la festa durava dal 17 al 24 dicembre, con scambio di doni, specialmente negli ultimi due giorni. Poi, il 25 dicembre si celebrava “La nascita del Sole invincibile”, il giorno cioè in cui le ore di luce si allungano ed il sole riprende a dominare (si credeva allora che il sole morisse durante il solstizio di inverno e che poi risorgesse dalla morte).

3) L’equinozio di primavera. E’ il giorno (o il periodo di giorni) in cui luce e buio sono di nuovo approssimativamente della stessa lunghezza. E’ il tempo in cui si celebrava la nuova vita, la risurrezione della natura dalla morte, e tipicamente si praticavano riti di fertilità, feste, di solito incentrate in attività orgiastiche sessuali. Nell’antichità si sacrificavano vergini, si rendeva culto a divinità della fertilità (Pan, Iside, Demetrio, Cerere) e si adorava il fallo. Si danzava intorno ad un palo “di maggio” piantato in terra, il che aveva avuto origine come santuari fallici, intorno ai quali celebranti orgiastici danzavano in onore dell’organo sessuale maschile. Tali pratiche erano comuni in Egitto, Babilonia, Grecia, e fra i druidi celti in Europa. Erano comuni in questa stagione, nelle feste pagane, uova (simbolo di fertilità e di nuova vita) e conigli (simboli di attività sessuale e riproduttiva). Molte di queste pratiche perdurano ancora oggi.

4) Il solstizio d’estate. E’ il giorno (o il periodo di giorni) a metà estate in cui la durata del periodo di luce è maggiore rispetto alla notte, La notte più breve (intorno al 21 giugno), era conosciuta in Inghilterra come “La notte di mezz’estate” ed era un tempo di baldoria, di ubriachezza e di licenze sessuali. Era una notte selvaggia e sfrenata. Si veda il contesto della commedia di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”.

C’erano (e ci sono ancora, naturalmente) molte altre feste pagane durante l’anno, ma tutte ruotavano (e ruotano ancora) intorno a queste quattro feste stagionali. Nel contesto di queste feste pagane ancora ruotano le nostre feste, che ora assumono un aspetto nominalmente cristiano.

Consideriamo così ora IL NATALE.

Il Natale è una delle feste più popolari. Ufficialmente la si vuole in onore della nascita del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Davvero però riguarda Gesù oppure San Nicolao, gli alberini, le renne e gli elfi? Consideriamo meglio ciò che è successo al Natale:

La data del Natale. Di fatto non sappiamo quando nacque Gesù: non c’è alcuna indicazione né biblica né storica che possa stabilire la nascita di Gesù. (d’altronde se Dio avesse voluto farci festeggiare o ricordare la nascita di Gesù ce l’avrebbe detto chiaramente come ha fatto in altri casi (v. santa cena, battesimo, ecc…), sicuramente non è nella sua volontà). Una cosa però è chiara: NON ERA STATA IN DICEMBRE. Una delle ragioni per cui questo è certo è che Gesù nacque quando pastori “passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge” (Luca 2:8 TILC). In Israele i pastori non avrebbero mai passato la notte dormendo per terra in Dicembre, perché sarebbe stato troppo freddo. In inverno conducevano le greggi all’aperto di giorno e le rinchiudevano di notte. Durante i primi secoli cristiani, non si celebrava affatto in Natale di Gesù. La Chiesa di Roma, prima si opponeva fermamente a qualsiasi pratica o credenza pagana. Ma nell’anno 375, i nuovi “convertiti” (i pagani), erano riluttanti ad abbandonare le loro proprie tradizioni familiari. La Chiesa (cattolica), nata dall’assorbimento del paganesimo da parte del cristianesimo, annunciò che il giorno della nascita di Cristo sarebbe stato celebrato pure il 25 dicembre e permise ad alcune vecchie usanze (le feste, le danze, e lo scambio di doni), fossero incorporati nell’osservanza del Natale. Una delle feste più popolari dell’anno, a Roma, erano i Saturnali. Era una festa che durava una settimana con lunghe processioni con torce accese, scambio di doni e baldoria, culminante nella festa del solstizio di inverno il 25 dicembre, chiamato “Il giorno del Sole invincibile”. La festa onorava la forza del sole e la fertilità che avrebbe donato alla terra. L’uso di decorare le case con foglie verdi, usato largamente durante i Saturnali, venne proibito come idolatria pagana. Più tardi, però, fu incorporato nella festa cristiana, e da allora è rimasto.

Il vischio. Il vischio era sacro per i druidi celtici, e da essi veniva adorato. Essi lo usavano per gettare maledizioni. Credevano che se esso fosse messo sulla testa di una donna, essa diventasse incapace di resistere, così essi ne avrebbero potuto profittare sessualmente. Da questo viene l’abitudine di appenderlo alle porte d’ingresso delle case, come pure la tradizione che dice che se una ragazza viene sorpresa sotto un voschio, essa può essere baciata lei non potrà resistervi.

Il ceppo natalizio. La tradizione del ceppo natalizio proviene dalla Scandinavia, dove veniva onorato il dio della fertilità e della sessualità Jul, onorato per 12 giorni in dicembre. Un grande singolo ceppo (generalmente considerato un simbolo fallico) era conservato con un fuoco retrostante per dodici giorni, e per ciascun giorno veniva offerto un sacrificio a Jul.

Le feste natalizie (yuletide) o i Dodici Giorni di Natale. Il periodo di 12 giorni, ora contanti come i 12 giorni intercorrenti fra Natale e l’Epifania (6 gennaio), era originalmente il periodo in cui venivano offerti sacrifizi al ceppo di Jul, appunto in onore del dio della fertilità Jul. Quando in quella stagione noi mandiamo auguri di Natale, li mandiamo in nome di questa divinità scandinava della fertilità.

Gli elfi. L’elfo è considerato il demone degli alberi. E’ uno spirito che vive negli alberi sempreverdi e pochi altri. I druidi e il popolo celtico adoravano gli alberi sempreverdi e gli elfi che in essi dimorano. Hanno diversi nomi a seconda della cultura: driadi, pixi, geni, jill, huldefolk, gnomi, trolls, ecc.

San Nicolao. Molte società pagane adoravano un dio del focolare, vestito di rosso, che scendeva dal camino per benedire quelli che lo compiacevano e per maledire quelli che non lo facevano. Si offrivano a lui cibi e bevande lasciate per lui accanto al focolare o su un mantello, e questo per fargli piacere e tenerlo buono… Anche in India e in Cina si adoravano tali figure del focolare vestite di rosso. San Nicolao, come noi lo conosciamo, è un misto di molte tradizioni non cristiane, e prese la forma secondo la quale noi lo conosciamo, circa 100 anni fa! E’ un essere chiaramente soprannaturale, servito da orde di elfi soprannaturali (spiriti). E’ capace ad attraversare tutto il globo in poche ore (come pure salire e scendere milioni di camini in quello stesso tempo), e sa se noi “siamo stati buoni oppure cattivi”. Egli benedice con doni quelli che incontrano il suo favore essendosi rapportati bene con lui, e lascia rami spinosi e carbone a coloro che non gradisce. Proprio perché il suo nome era Nicolas, gli è stato associato dalla cultura cristiana il nome di San Nicolao. Non c’è però nulla di remotamebte cristiano in questo personaggio col naso rosso, grande pancia, fumatore di pipa, “il vecchio allegro elfo”. Egli è completamente di origine pagana, ed ha sostituito Gesù nella consapevolezza e negli affetti dei bambini, diventando lo spirito incontrastato e l’idolo che sta al centro del Natale.

I rami verdi natalizi. Portare e e fare decorazioni di vischio e di altre piante sempreverdi ci provoene dal culto pagano delle piante sempreverdi, specialmente dai rituali druidi condotti nella metà dell’inverno (tardo Dicembre).

L’albero di Natale. Vi sono molte strane ed affascinanti storie sull’origine della tradizione dell’albero di Natale, e persino una apocrifa che riguarda Martin Lutero. Al di sopra di tutte queste storie, però, si ergono, indisputati, questi fatti:
a) L’albero di Natale non ha nulla a che fare con Gesù, la Sua nascita o la Sua vita;
b) Sin dai tempi più antichi si sono adorati dei sempreverdi come simboli di fertilità, di potenza sessuale e riproduzione, come pure introdotti in casa come idoli. La Bibbia parla specificatamente di tali pratiche e le condanna.

“Ascoltate la parola che l’Eterno vi rivolge, o casa d’Israele. Così dice l’Eterno: «Non imparate a seguire la via delle nazioni e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le nazioni che ne hanno paura. Poiché i costumi dei popoli sono vanità: infatti uno taglia un albero dal bosco, il lavoro delle mani di un operaio con l’ascia. Lo adornano d’argento e d’oro, lo fissano con chiodi e martelli perché non si muova. Stanno diritti come una palma e non possono parlare; bisogna portarli, perché non possono camminare. Non abbiate paura di loro, perché non possono fare alcun male, né è in loro potere fare il bene»”                                                                                                                                                                                    (Geremia 10:1-5).

c) Sebbene alcuni cristiani vi attacchino simboli cristiani, la maggior parte di essi presentano neve, ghiaccioli, elfi e Babbi Natale, e non hanno nulla a che fare con la venuta del Salvatore per redimere l’umanità. I pagani dell’antichità vi appendevano mele ed altra frutta come offerte di cibo e doni vari per gli spiriti dell’albero. Ecco perché vi mettiamo al di sotto dei doni. L’albero di Natale ha un’origine assolutamente pagana.

Storia delle celebrazioni natalizie. Un tempo nei paesi riformati tutto il folklore intorno al Natale moderno era proibito perché in esso veniva denunciato il paganesimo. Oggi in certi paesi si proibiscono immagini che possano ricordare Cristo (non sarebbe politicamente corretto nei confronti dei non-cristiani) e viene ammesso ogni sorta di ciarpame “natalizio”. Certo è che queste tradizioni sono molto radicate nella nostra cultura ed è difficile opporvisi. Molti vedono in esse ciò che sono veramente e le rifiutano in blocco. Per altri questo è più difficile: ci vorrebbero anni per farlo capire alla gente… e soprattutto ai bambini. Come si fa infatti, si dice, a “privarli” di tutto il fascino e la magia natalizia? Gradualmente si può però eliminare tutta questa spazzatura sostituendola con valide alternative bibliche, e soprattutto pregando affinché il Signore illumini cuori e menti.

Ricordate–“. . . E se vi pare cattiva cosa servire l’Eterno, scegliete oggi chi volete servire, o gli dèi che servirono i vostri padri di là dal fiume, o gli dèi degli Amorei, nel cui paese voi abitate; quanto a me e alla mia casa, serviremo l’Eterno” (Giosuè 24:15)

Deut. 18:9-13 “Quando entrerai nel paese che l’Eterno, il tuo DIO, ti dà, non imparerai a seguire le abominazioni di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco, né chi pratichi la divinazione, né indovino, né chi interpreta presagi, né chi pratica la magia, né chi usa incantesimi, né un medium che consulta spiriti, né uno stregone, né chi evoca i morti, perché tutti quelli che fanno queste cose sono in abominio all’Eterno; e a motivo di queste abominazioni, l’Eterno, il tuo DIO, sta per scacciarli davanti a te. Tu sarai integro davanti all’Eterno, il tuo DIO”.

1 Cor. 10:20-21 “No, ma dico che le cose che i gentili sacrificano, le sacrificano ai démoni e non a Dio; or io non voglio che voi abbiate parte con i démoni. Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei démoni, voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei démoni“.

2 Cor. 6:17 “Perciò «uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo, ed io vi accoglierò,”

2 Cor. 7:1 “Avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito. compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio”.

1 Pietro 4:1-3 “Poiché dunque Cristo ha sofferto per noi nella carne, armatevi anche voi del medesimo pensiero, perché chi ha sofferto nella carne ha smesso di peccare,per vivere il tempo che resta nella carne non più nelle passioni degli uomini, ma secondo la volontà di Dio. Basta a noi infatti il tempo della vita che abbiamo trascorso a soddisfare le cose desiderate dai gentili, quando camminavamo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, nelle baldorie e nelle abominevoli idolatrie”.

Giosuè 7:11-13 “Israele ha peccato; essi hanno trasgredito il patto che io avevo loro comandato; hanno perfino preso delle cose votate allo sterminio, e hanno rubato e mentito; e poi le hanno messe fra i loro bagagli. Per questo i figli d’Israele non possono tener fronte ai loro nemici, e hanno voltato le spalle davanti ai loro nemici, perché sono divenuti essi stessi maledetti. Io non sarò più con voi, se non distruggete le cose votate allo sterminio di mezzo a voi. Levati, santifica il popolo e digli: Santificatevi per domani, perché così ha detto l’Eterno, il DIO d’Israele: “O Israele, in mezzo a te ci sono delle cose votate allo sterminio. Tu non potrai tener fronte ai tuoi nemici, finché non abbiate tolto le cose votate allo sterminio di mezzo a voi”.

1 Giovanni 2:3 E da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti..

Giovanni 14:23-24 “Gesù rispose e gli disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato”.

Tito 2:12 “e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente. . .”.

G.P. 


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